Il Giappone è un paese in cui non mancano certo cibi incredibili. Sushi, ramen e tempura hanno conquistato la fama mondiale, ma rappresentano solo una piccola parte di ciò che la cucina giapponese ha da offrire.
Ciascuna delle 47 prefetture del Giappone ha le proprie specialità locali, plasmate dalla geografia, dalla storia e da secoli di tradizione culinaria. Sono piatti con cui la gente del posto è cresciuta, che definiscono l’identità di una regione e che raramente trovi nei menu al di fuori del Giappone. Ecco 13 piatti regionali giapponesi che vale la pena provare.

Sake (nihonshu)
Origine: Prefettura di Nara
Il sake non ha bisogno di presentazioni come bevanda, ma le sue origini potrebbero sorprenderti. La prefettura di Nara è ampiamente considerata la culla del sake raffinato come lo conosciamo oggi. Nel Quattrocento, i monaci del tempio Shōryakuji svilupparono il processo di fermentazione in tre fasi utilizzato per creare il seishu, il sake chiaro, e furono pionieri di una forma di pastorizzazione che precede di secoli la scienza occidentale.
Sebbene oggi il sake venga prodotto in tutto il Giappone, Nara rimane la patria spirituale di questa arte. Se visiti la zona, cerca i birrifici locali che offrono degustazioni delle loro varietà regionali.

Monjayaki
Origine: Tokyo
Il monjayaki, o monja come lo chiamano i locali, è la risposta di Tokyo alla frittella salata. Se hai familiarità con l’okonomiyaki, pensa al monja come al suo cugino più liquido e informale. La pastella è molto più liquida e, mentre cuoce sulla piastra, forma lentamente una crosta croccante e caramellata sul fondo che si raschia via e si mangia direttamente dalla piastra.
È un’esperienza tipica dello street food di Tokyo e Tsukishima è il posto giusto per provarlo, dato che questo quartiere è pieno di ristoranti di monja che lo servono da generazioni.

Cucina di Chinatown a Yokohama (chuka-ryōri)
Origine: Prefettura di Kanagawa
La Chinatown più grande del Giappone si trova a Yokohama ed è lì da quando il porto si è aperto al mondo nel 1859. Da oltre 160 anni, il cibo qui si è evoluto in un genere a sé stante chiamato chuka-ryōri, una fusione tra cucina giapponese e cinese.
Il quartiere si esplora al meglio a piedi e a stomaco vuoto. Cerca i giganteschi panini al vapore ripieni di maiale e i gustosi ravioli shumai venduti per strada.

Miso rosso (mame miso)
Origine: Prefettura di Aichi
La maggior parte del miso viene fermentato per alcune settimane o mesi. Il miso rosso di Nagoya, noto come mame miso, viene fermentato fino a tre anni. Il risultato è una pasta dal colore molto scuro e dal sapore intensamente sapido che costituisce la base del Nagoya Meshi, l’amata cucina locale della città.
Lo troverai utilizzato in ogni tipo di piatto, dagli stufati alle grigliate, ma l’applicazione più famosa è il miso katsu: una cotoletta di maiale fritta e croccante condita con una salsa di miso rosso densa e ricca. È un piatto deciso, corposo e profondamente appagante.

Tebasaki
Origine: Nagoya
I tebasaki sono le ali di pollo tipiche di Nagoya e, una volta assaggiate, le ali normali sembrano un passo indietro. Vengono fritte due volte per ottenere una consistenza eccezionalmente croccante, poi condite con una glassa di soia dolce e saporita e rifinite con una generosa spolverata di pepe bianco.
Sono un piatto tipico degli izakaya di tutta Nagoya e sono considerate lo snack perfetto da accompagnare alle bevande alcoliche. Ordinale con una birra fresca e vedi quante ne riesci a consumare prima che la serata finisca.

Kishimen
Origine: Nagoya
Ogni regione del Giappone ha i suoi noodles tipici, e quelli di Nagoya sono i kishimen: noodles larghi e piatti con una consistenza piacevolmente scivolosa. La leggenda narra che la forma piatta sia stata ideata per una cottura più veloce, rendendoli ideali per servire i viaggiatori affamati di passaggio nella zona.
I kishimen sono tradizionalmente serviti in un brodo leggero a base di soia condito con scaglie di pesce bonito e cipolla verde. Sono delicati e confortanti, e ti ricordano che alcuni dei migliori piatti regionali sono anche i più semplici.

Takoyaki
Origine: Osaka
Chiedi a qualsiasi abitante di Osaka cosa caratterizza la cultura gastronomica della sua città e probabilmente ti risponderà: i takoyaki. Queste piccole palline di pastella vengono cotte in speciali stampi di ferro fino a diventare dorate e croccanti all’esterno, mentre l’interno rimane caldo e cremoso, nascondendo un pezzetto di polpo, zenzero sottaceto e cipollotto. Vengono rifiniti con un filo di salsa bruna, maionese giapponese, alghe essiccate e scaglie di bonito che danzano, e ti bruceranno sicuramente il palato. Mangiali comunque, ma fai attenzione.
Curiosità: gli stampi in ferro utilizzati per preparare i takoyaki sono un elemento fondamentale della cucina nelle case di Osaka.

Okonomiyaki (Osaka style)
Origine: Osaka
Okonomiyaki significa “griglia ciò che ti piace” e, a Osaka, questo significa mescolare tutti gli ingredienti, cavolo tagliuzzato, farina, uova, brodo dashi e la proteina che preferisci, prima di metterli sulla piastra. Il risultato è una frittella spessa e saporita condita con salsa bruna, maionese giapponese, aonori (alga in polvere) e katsuobushi (fiocchi di bonito).
Da notare che Hiroshima ha una sua versione distinta, in cui gli ingredienti vengono disposti a strati anziché mescolati. Entrambe sono deliziose, e entrambe le città ti diranno che la loro è quella autentica.

Barazushi
Origine: Okayama
Il barazushi è uno stile di sushi “sparso” caratterizzato da una disposizione colorata di pesce e verdure locali su riso condito. Ciò che lo rende particolarmente interessante è la sua storia: questo piatto è stato originariamente inventato come espediente. Le antiche leggi giapponesi proibivano ai cittadini comuni di servire cibi eccessivamente lussuosi, quindi la gente del posto nascondeva i propri ingredienti pregiati sotto uno strato di riso semplice per rimanere tecnicamente in regola.
Le leggi sono ormai superate, ma lo stile è rimasto e oggi viene servito con orgoglio come piatto celebrativo in tutta Okayama.

Demi katsudon
Origine: Okayama
Il katsudon, una cotoletta di maiale servita su un letto di riso in una saporita salsa a base di uova e dashi di soia, è un classico comfort food giapponese. La versione di Okayama prende una piega diversa: invece della tradizionale salsa a base di uova, utilizza una ricca e scura salsa demi-glace. Il risultato è un piatto dal sapore più corposo e occidentale, che riflette la forte influenza culinaria straniera che ha plasmato questa parte del Giappone durante l’era Meiji.
Si tratta di una piccola ma significativa variazione di un piatto molto amato, che vale la pena provare.

Hinase kakioko
Origine: Hinase, Okayama
Il nome dice tutto: kakioko è un termine composto da kaki (ostrica) e okonomiyaki. Nella piccola città costiera di Hinase, le ostriche fresche della baia locale vengono inserite generosamente in una pastella salata e cotte fino a doratura.
Si tratta di un piatto stagionale, ottimo soprattutto in inverno, quando le ostriche sono più carnose e saporite. Gli amanti del cibo arrivano da Osaka e oltre appositamente per mangiare il kakioko durante l’alta stagione. Se ti trovi in zona da novembre a marzo, vale davvero la pena fare una deviazione.

Hakata ramen
Origine: Fukuoka
L’Hakata ramen è il tonkotsu ramen originale: il brodo di ossa di maiale cremoso e bianco latte che da allora ha ispirato i negozi di ramen di tutto il mondo. Si prepara facendo bollire le ossa di maiale a fuoco vivace per molte ore, il che emulsiona il grasso e il collagene in un brodo ricco, quasi opaco. Servito con noodles sottili e sodi e condimenti come il maiale chashu e l’uovo alla coque, è un piatto che si è guadagnato la sua leggendaria reputazione.
Una tradizione unica di Fukuoka che vale la pena conoscere: il kaedama, ovvero ordinare una porzione di noodles freschi da aggiungere al brodo rimasto alla fine del pasto.

Goya champuru
Origine: Okinawa
Il goya champuru è senza dubbio il piatto più iconico della cucina casalinga di Okinawa. Si tratta di un semplice soffritto di goya (melone amaro), tofu, uova e maiale, condito con salsa di soia e dashi. L’amaro del goya è genuino e deciso, ma si bilancia magnificamente con la ricchezza delle uova e del maiale.
Okinawa è famosa per avere una delle più alte concentrazioni di centenari al mondo, e piatti come questo, ricchi di sostanze nutritive e preparati con ingredienti freschi locali, sono spesso citati come uno dei motivi di tale fenomeno.
Viaggia in Giappone attraverso le tue papille gustative
La cultura gastronomica regionale del Giappone è profonda, variegata e merita di essere esplorata all’infinito. Questi 13 piatti sono solo un punto di partenza: recati in qualsiasi prefettura del Paese e troverai specialità locali che raccontano la storia del luogo e delle persone che vi abitano.
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