Scommetto che sei qui perché sei in attesa di sottoporti ad un colloquio di lavoro in Giappone, ma non hai alcuna idea di cosa aspettarti. Non preoccuparti, anch’io ci sono passata e so benissimo quanto possa essere spaventoso, soprattutto in un paese di cui non conosci ancora alla perfezione regole e di etichette.

La buona notizia è che non c’è nulla che una sana dose d’informazione e pratica non possano risolvere, quindi permettimi di darti qualche utile consiglio su come prepararti e dare il meglio di te!

Partire col giusto piede giusto

Se stai pensando di lasciare la tua sorte nelle mani del fato, ti consiglio vivamente di fare un passo indietro e rivedere la tua strategia. È vero che agli stranieri in Giappone non sempre è richiesto di conoscere l’etichetta locale, ma dimostrare di avere volontà di imparare e desiderio di attenersi alle regole può trasformarsi in un punto a proprio vantaggio.

Una delle prime cose che gli intervistatori giapponesi notano è, infatti, l’atteggiamento del candidato, a cominciare da come questo si presenta e dalla sua conoscenza dell’azienda.

Ricerca

Prima del colloquio, assicurati di avere almeno una vaga idea di dove stai andando a presentare la tua candidatura. Cerca dunque di avere in tasca una panoramica di informazioni riguardanti l’azienda quali anno di fondazione, numero di dipendenti, struttura e divisione dei ruoli, tipo di attività che svolge nel mercato.

Abbigliamento

Salvo particolari eccezioni precedentemente concordate col datore di lavoro, è preferibile indossare abiti formali e mostrarsi ben curati. Se l’abito non fa il monaco, in certi contesti come quello lavorativo è la prima impressione è quella che conta. Giocati bene questa carta e avrai già vinto una piccola percentuale della partita.

Quando presentarsi

I giapponesi sono patiti della puntualità, ma ricordati che ad un colloquio di lavoro in Giappone è fondamentale fare in modo di arrivare con una decina di minuti di anticipo circa, non di più, non di meno. Arrivando prima potresti mettere fretta all’intervistatore frattanto che è, magari, intento a prepare il materiale necessario al colloquio, mentre arrivando troppo puntuale non avresti il tempo di annunciarti e comincereste in ritardo.

Come annunciarsi

Una volta che ti avranno chiamato, ricorda di bussare tre volte e dire 失礼します (shitsurei shimasu, “mi scusi”) per informare la persona in stanza della tua presenza. Entra solo quando ti dirà che puoi farlo e ripeti la stessa formula dopo aver chiuso la porta, premurandoti di salutare con un inchino. Prima di sederti, ringrazia per il tempo concessoti ed inchinati una seconda volta.

Punti a cui fare attenzione

Attenzione a non accomodarti in maniera scomposta e troppo rilassata e a non incrociare braccia e gambe. Accetta se dovesse offrirti snack o bibite, ma non toccarli se non prima che il colloquio sia terminato. Lascia parlare l’intervistatore fino alla fine ed esprimiti con voce chiara e forte.

Donna giapponese durante un colloquio di lavoro

Che domande aspettarti

Bene, adesso che hai superato l’ostacolo atteggiamento e convenevoli, tutto quel che ti serve è sapere quali domande aspettarti e come rispondere. Ti propongo, dunque, qui di seguito un elenco delle più frequenti in un colloquio di lavoro in Giappone.

Parlami di te

I giapponesi hanno una passione sfrenata per i cosiddetti jikoshōkai 自己紹介 presentazioni), che è la prima cosa che l’intervistatore ti chiederà di fare. La strategia migliore è quella di prepararti una breve introduzione di circa un minuto che parli di te, dei tuoi punti di forza e delle esperienze che hai avuto in passato. Tutto ciò deve essere relativo al tipo di posizione per cui ti sei candidato. Cerca di organizzare un discorso sintetico e conciso. L’intervistatore avrà già letto il tuo curriculum, non c’è bisogno di ripeterlo a pappagallo.
Ricordati di concludere il discorso con la frase “yoroshiku onegai itashimasu” (宜しくお願いいたします).

Perché vuoi lavorare per noi?

La domanda jackpot, quella che ti verrà posta ad ogni colloquio. Rispondi con estrema sincerità, indicando cosa ti ha interessato della posizione, come questa si accomuna alle tue passioni e quali abilità ti renderebbero il candidato perfetto per quel ruolo. Cerca di far attenzione che coincida con lo shibōdōki (志望動機 ragione della richiesta) sul tuo curriculum.

Esperienze lavorative/scolastiche

Se stai facendo richiesta dopo una precedente esperienza lavorativa in un’altra azienda, assicurati di spiegare quali erano la tue mansioni e quali abilità hai acquisito. Se sei uno studente, focalizzati su episodi del tuo background scolastico in cui hai avuto modo di risolvere problematiche o prestare il tuo aiuto.

Perché hai lasciato il tuo precedente lavoro?

Una buona risposta potrebbe essere volerti mettere alla prova cimentandoti in un lavoro più stimolante. Attenzione a non dare una cattiva impressione di te elargendo informazioni non necessarie.

Qual è stato il maggior risultato che hai ottenuto?

Con questa domanda, l’intervistatore vuole accertarsi di quali vantaggi potresti portare all’azienda. Non aver paura di sembrare fiero di te e descrivi minuziosamente i risultati ottenuti. Fornisci esempi concreti, numeri e profitti, se necessario.

Parlami di una difficoltà che hai dovuto affrontare e come l’hai risolta.

Sei in grado di mantenere il sangue freddo in circostanze limite e trovare una soluzione ai problemi? Assicurati, attraverso la sintesi di un episodio spiacevole del passato conclusosi positivamente, che traspaiano di te affidabilità e razionalità.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Traccia un obiettivo carrieristico che vorresti perseguire nell’azienda a cui stai facendo richiesta, e come intendi raggiungere quel risultato.

Come ti descrivono le altre persone?

Potremmo riformulare questa domanda come “sei in grado di lavorare in team e come ti relazioni agli altri?”. Descrivi con sincerità le circostanze in cui hai supportato i tuoi colleghi e la loro reazione.

Perché c’è un buco nel tuo curriculum?

Non inventare baggianate e descrivi cos’hai fatto in quel periodo di tempo che non hai potuto riempire. Sottolineane gli aspetti positivi e cos’hai imparato da quell’esperienza.

Firmando un contratto

Hai fatto richiesta ad altre aziende?

Rispondi sinceramente, ma non troppo. Se l’azienda fosse solo il tuo cuscino per le emergenze, non sarebbe felice di saperlo e potrebbe decidere di bocciare la tua candidatura.

Quali sono le tue aspettative di salario?

In questo caso, fai qualche ricerca sugli standard di salario di quell’azienda e non peccare troppo di umiltà. Ricorda che la cifra che dirai potrebbe diventare il tuo salario per molti anni a venire. Fai però sapere che sei flessibile.

Quali sono i tuoi hobby?

Questa domanda serve all’intervistatore per capire se la tua personalità e le tue passioni possano associarsi bene alla cultura aziendale. Non aver paura se hai qualche hobby particolare, perché potrebbe renderti un elemento interessante ai suoi occhi.

Hai qualche domanda per me?

Questa è in genere la tipica domanda di chiusura del colloquio di lavoro in Giappone. Prepara una serie di domande che ti piacerebbe porre ed evita argomenti quali aumenti e vacanze. Mostra invece curiosità per il team con cui potresti iniziare a lavorare, quali mansioni richiede la posizione per cui ti sei candidato e via dicendo.

Bene, ora hai tutte le carte in regola per affrontare il tuo colloquio di lavoro in Giappone. Buona fortuna!

Per altri consigli utili sulla vita in Giappone continua a seguire il blog di Go! Go! Nihon.