Aggiornato a giugno 2026
È davvero possibile imparare giapponese dai manga? In realtà possono rivelarsi uno strumento efficace per esercitarti nella lettura, imparare nuovi vocaboli e, in generale, migliorare la tua padronanza della lingua. Leggere e parlare il giapponese possono essere due cose molto diverse, ed è importante esercitarti in entrambe le abilità. Fortunatamente, i manga possono aiutarti in questo.
Abbiamo preparato una guida rapida su come imparare giapponese dai manga e alcune parole chiave da cercare.

Kanji
Se hai già iniziato a imparare il giapponese, probabilmente ti sarai imbattuto nei kanji e avrai notato che saranno una delle sfide più grandi nell’apprendimento di questa lingua.
Imparare i kanji richiede tempo, studio e molta ripetizione. I manga sono in realtà un ottimo modo per familiarizzare con i kanji e con il loro uso nel contesto. Di solito, i kanji presenti nei manga sono spesso accompagnati da furigana accanto a ciascun carattere per aiutarti a comprenderne la lettura, nel caso tu non abbia familiarità con quel kanji. I furigana sono piccoli caratteri kana (hiragana o katakana) che contribuiscono a rendere un test o più accessibile a un pubblico più ampio (come i bambini o chi sta imparando il giapponese). È comune trovarli nei libri per bambini.
La presenza dei kanji in forma narrativa, accompagnata da immagini, ti aiuta a fornire un contesto adeguato per decifrarne il significato in modo rapido ed efficace.
Ateji
Un altro elemento dei kanji che vale la pena approfondire nei manga è l’ateji (当て字, “caratteri assegnati”). Gli ateji sono kanji che rappresentano una parola in base alla fonetica, non al significato. In altre parole, i simboli kanji utilizzati per una parola potrebbero non avere il significato diretto dei simboli utilizzati, ma ne riproducono correttamente la pronuncia.
L’esempio più comune è quello di sushi (寿司), che si scrive con il simbolo che significa “longevità o celebrazione” (kotobuki, 寿) e “amministrare o governare” (tsukasadoru, 司), entrambi i quali non hanno assolutamente nulla a che vedere con il cibo. Insieme, questi due simboli significano “amministrare eventi di buon auspicio o felici”, ma vengono utilizzati per scrivere “sushi”.
In passato, l’ateji era usato regolarmente per i prestiti linguistici in giapponese. Oggi è invece più comune trovare il katakana utilizzato per i prestiti linguistici. I luoghi in cui oggi si trovano più spesso gli ateji sono le insegne tradizionali dei negozi, i menu, i manga e i testi delle canzoni.
Ti sarà utile imparare gli ateji più noti, poiché li troverai spesso su giornali, articoli e manga. Ad esempio, i nomi dei paesi hanno spesso un ateji. Ecco alcuni esempi per iniziare:
滅茶苦茶 (mechakucha): “assurdo”
伊: Italia
英: Inghilterra
米: Stati Uniti
可愛い: kawaii, anche se di solito si scrive in hiragana
沢山 (takusan): “molti”, anche questo di solito si scrive in hiragana
滅多に (mettani): “raramente”
合羽 (kappa): “impermeabile”, dal portoghese “capa”

Onomatopee
La lingua giapponese ha una forte predilezione per le onomatopee, sia all’interno che al di fuori dei manga. Esistono parole per i versi degli animali, i loro movimenti e persino i diversi tipi di pioggia. Data l’enorme quantità di queste parole in giapponese, è difficile sapere da dove cominciare a impararle, ed è per questo che i manga sono molto utili. Eccone alcune tra le più comuni:
がばっ: un movimento improvviso, spesso usato quando il personaggio si sveglia di soprassalto
あはは: il classico “Ah! Ha! Ha!”, una risata allegra
うふふ: una risata più leggera
くすくす: sorridere tra sé e sé
いひひ: una risata beffarda
ごろごろ: un rombo di tuono
ざーざー: pioggia incessante
しとしと: pioggia leggera
しーん: indica il silenzio assoluto
じー: il suono di uno sguardo insistente
ぼーっ: sguardo perso nel vuoto
Avverbi
Ce ne sono alcuni più insoliti che vengono utilizzati più per indicare uno stato d’animo di un personaggio o un cambiamento di sensazione piuttosto che cose fisiche. Anche questi avverbi espressi come parole onomatopeiche sono molto comuni nei manga.
ぴかぴか: qualcosa che brilla o produce scintille; molto facile da ricordare se pensi che è anche il verso del famoso Pokémon di tipo Elettro, Pikachu.
すっかり: si traduce semplicemente come “completamente”; nella forma onomatopeica, indica qualcosa di bello, che genera una sensazione piacevole.
すっきり: “sentirsi rinato”, “rinfrescato”, sebbene possa essere usato anche per indicare che qualcosa è pulito.
いらいら: indica che il personaggio è irritato.
ごろごろ: assume significati diversi a seconda della situazione. Può indicare il brontolio dello stomaco, il miagolio di un gatto, il rombo di un tuono, un oggetto che rotola, ecc.
ぺらぺら: normalmente usato per indicare una persona che parla fluentemente una lingua straniera; nel caso dell’onomatopea, viene usato con personaggi loquaci, oppure rappresenta il rumore delle lenzuola che vengono separate.

Fare amicizia
Usi i social (SNS, ovvero ciò che i giapponesi chiamano “social media”)? I manga sono un altro modo per scoprire espressioni e slang giapponesi più informali che le persone usano davvero nella vita di tutti i giorni, e che potrai poi utilizzare con i tuoi nuovi amici di lingua giapponese.
Ecco alcune parole per iniziare:
- り: o nelle varianti りょ e りょりょ, è l’abbreviazione di りょうかい (了解), “ricevuto” o “capito!”
- 草: questa parola potrebbe creare confusione se letta come il kanji che significa “erba”, ma su Internet viene usata per indicare una risata fragorosa, come nel caso di 笑笑
- エモい: deriva dalla parola inglese “emotional” e indica un’emozione molto forte, che può essere sia positiva che negativa
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