Sumimasen, Senpai: la virtù del chiedere scusa in giapponese

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Chiedere scusa in giapponeseUna cosa che noterai quando metterai piede nella terra del Sol Levante è che non saranno mai abbastanza le volte in cui sentirai un giapponese chiedere scusa. Che in Giappone il rispetto verso il prossimo sia sacrosanto è ben noto, ma sapevi che chiedere scusa in giapponese è un rituale che ha alla base delle ragioni sociali?

I nipponici hanno una cosiddetta mentalità collettiva, e uno dei principi fondamentali su cui si fonda questo modo di pensare è l’armonia. Fin dall’infanzia, infatti, viene loro insegnata l’importanza di contribuire a preservare un ambiente equilibrato sulla base di un importante concetto, ossia agire tenendo sempre in mente gli altri.

In questo modo, attenendosi a comportamenti responsabili quali mettersi le carte in borsa anziché abbandonarle in giro, o tenere la sinistra (la destra in Kansai) sulle scale mobili, si causa quanto meno meiwaku (迷惑 fastidio) possibile, e si dà origine a un circolo virtuoso in grado di rendere la vita più semplice sia agli altri che a sé stessi.

Essere educati e cortesi è la chiave per mantenere intatta l’armonia sociale in Giappone, ma siamo umani e può capitarci di sbagliare. Quando accade, non resta che una sola cosa da fare; sfoderare una buona dose di umiltà e porgere le proprie scuse, ancor meglio se accompagnate da un profondo inchino.

Come scusarsi

In Giappone scusarsi è questione di buone maniere. L’etichetta giapponese suggerisce, infatti, di farlo ogni volta che si presenta l’occasione, indipendentemente dal fatto che la responsabilità sia propria o meno. Proprio per questo, esiste un repertorio vastissimo di parole per dire scusa in giapponese adatto ad ogni tipo di situazione.

shiwake nai (申し訳ない)

È una delle maniere più formali per chiedere scusa. Si usa in genere coi clienti o con chi percepiamo superiore a noi nella gerarchia sociale (il capo, ad esempio), specialmente quando si ritarda o non è possibile accontentare certe richieste. Vuol dire “Non ci sono scusanti”, ma può essere reso in italiano con un semplice “Mi dispiace”. Si può renderlo più gentile sostituendo gozaimasen (ございません) o arimasen (ありません) al negativo nai (ない).

Gomeiwaku (ご迷惑)

Come già accennato, gomeiwaku vuol dire “fastidio” o “dar fastidio”, ma può essere utilizzato anche per scusarsi quando si chiedono favori o si è fatto aspettare troppo. Usato nelle varianti gomeiwaku okake itashimashita (ご迷惑おかけいたしました) e gomeiwaku okake shimashita (ご迷惑おかけしました) può tradursi in maniera letterale come “Perdonami per il disturbo”.

Spesso viene usato con altre espressioni di scuse, che ne rafforzano il significato, come nel caso di gomeiwaku okake shite mōshiwake arimasen (ご迷惑をおかけして申し訳ありません).
Sebbene sembri uno scioglilingua e sarebbe molto più comodo optare per un’abbreviazione, ricordati che in Giappone più le scuse sono lunghe, più sentite saranno percepite da chi le riceve!

Sumimasen (すみません)

Forse la più famosa tra le espressioni di scuse e che ogni giapponese utilizza in media diecimila volte al giorno. Può avere molteplici utilizzi, di cui i più comuni sono le situazioni in cui ci si trova a dover:

  • Chiedere il permesso per passare o scendere da un mezzo;
  • Fermare qualcuno in strada per chiedere indicazioni o un cameriere al ristorante;
  • Scusarsi per aver causato un danno.

Shitsurei (失礼)

Usato col verbo shimasu, vuol dire letteralmente “essere rude” e si divide in due categorie di utilizzo. Negli ambienti lavorativi, serve a chiedere il permesso per entrare in un ufficio, congedarsi, salutare prima di riagganciare il telefono, o andare via prima che lo faccia qualcun altro. In quelli informali, è un’espressione casual usata per scusarsi quando si è commesso un errore.

Gomen’nasai (ごめんなさい)

Molto informale, si usa con parenti, conoscenti o amici. Si adatta ad ogni tipo di situazione e può essere abbreviato in gomen (ごめん), a cui spesso si aggiunge la particella ne (ね).

Le scuse come ringraziamento

Una particolarità del pensiero retrostante la cultura del chiedere scusa in giapponese è che domandare perdono sia il modo più sincero per ringraziare qualcuno per una cortesia o un regalo ricevuto. Scusarsi piuttosto che ringraziare è, infatti, un modo per far comprendere all’interlocutore che non avrebbe dovuto disturbarsi per noi.

Padroneggiare queste espressioni è il segreto per costruirsi buoni rapporti all’interno della società giapponese. La difficoltà sta nel riuscire a contestualizzarle, ma è un problema che può essere facilmente risolto con un’esperienza di studio all’estero che ti permetterà di imparare a collocarle nei giusti contesti.

Non dimenticare mai che impegno e rispetto sono alla base successo!

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