Con i suoi 3776 metri di altezza, il monte Fuji è il monte più alto del Giappone, nonché simbolo e icona del Paese.
 La sua maestosità e la perfetta forma del cono hanno sempre suscitato una grande ammirazione nei giapponesi, che hanno un vero e proprio culto verso la montagna e la considerano una destinazione sacra.

Divenuto Patrimonio dell’UNESCO nel 2013 per la sua importanza culturale e la bellezza dei paesaggi, il monte Fuji fa parte delle tre montagne sacre del Giappone (三霊山, Sanreizan) assieme al monte Tate e al monte Haku.

Origine del nome

Non si conoscono le ragioni dietro la sua denominazione: secondo alcune teorie deriva dai caratteri di “immortale” o “senza eguali”, altre sostengono che provenga da Kamui Fuchi, divinità della popolazione indigena Ainu.

Oggi viene trascritto con i kanji 富士山, ovvero “ricchezza”, “uomo valoroso” e “montagna”; all’estero ci si riferiva spesso al monte Fuji come Fujiyama, ma si trattava di un’errata interpretazione dell’ultimo carattere, che andrebbe letto come san.


Una curiosità: sebbene alcuni affermino il contrario, il san usato qui è ben diverso dall’onorifico comune usato in giapponese.

Stampa dell'onda di Hokusai

Il monte Fuji nella cultura giapponese

In quanto vulcano, il monte Fuji era temuto e rispettato come una divinità, tanto da spingere i giapponesi a dedicargli più di mille santuari chiamati “santuari di Asama” (o “santuari di Sengen”, a seconda della lettura dei kanji) e a sceglierlo come luogo di allenamento per samurai e monaci; il primo uomo a scalarne la cima fu proprio un monaco, nel 663, aprendo la strada dei pellegrinaggi ai fedeli.

Considerato suolo sacro, l’accesso alla montagna fu vietato alle donne fino al 1872, anche se il tabù venne infranto anni prima dalla ventiquattrenne Takayama Tatsu, che partecipò alla scalata vestita da uomo.

Il numero di opere e poesie dedicate al monte Fuji prosperò nel Periodo Edo, nel 1600, grazie ai viaggiatori e agli artisti che potevano ammirare la montagna sulla strada verso l’attuale Tokyo; tra i lavori più famosi di quel periodo spicca Trentasei vedute del Monte Fuji del maestro Hokusai.

L’amore dei giapponesi per il monte Fuji è sempre stato molto forte e si dice che durante la seconda guerra mondiale gli americani avessero pensato di gettare tonnellate di vernice rossa lungo le pendici del vulcano con l’intenzione di ricoprirlo completamente e scoraggiare così le truppe giapponesi. Il piano venne accantonato a causa dell’elevato costo dell’operazione.

Paesaggio dal monte Fuji

Riuscire a vedere chiaramente il monte Fuji non è facile a causa delle nubi e dell’umidità, ma nelle limpide giornate invernali si può ammirare persino da Tokyo!
 Chi prende lo shinkansen per spostarsi dalla capitale verso Osaka, Kyoto o Nagoya, potrà godere del panorama una volta giunto nei pressi della stazione di Shin-Fuji, ma il paesaggio che circonda il Fuji dà il meglio di sé ad Hakone o dal famoso lago Kawaguchiko, nella regione dei Cinque Laghi.

Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo.” Nonostante alcuni preferiscano osservare il monte Fuji da lontano, le persone che aspirano a scalarlo non sono poche, complici la vista spettacolare e la possibilità di ammirare l’alba.

Ragazzo in cima al monte Fuji

Prepararsi per la scalata

Scalare il Fuji è un’avventura che richiede impegno e molta forza di volontà. Nonostante si possano incontrare anziani e bambini che si incamminano verso la vetta, bisogna tener conto dell’altitudine e delle rigide temperature: non per niente la cima è innevata per dieci mesi all’anno. Si consiglia quindi di prepararsi in maniera adeguata e di vestirsi a strati con abiti caldi e impermeabili; non bisogna dimenticare di portare acqua a sufficienza: è possibile acquistarla ad ogni stazione, ma il prezzo aumenta tantissimo.

Il percorso inizia solitamente dalle quinte stazioni poste su quattro differenti lati della montagna; il tempo di percorrenza fino alla vetta va dalle 5 alle 10 ore a seconda della difficoltà e della lunghezza del tragitto. Molti scalatori si fermano a riposare in uno dei rifugi posti nei pressi delle ultime stazioni, per poi proseguire nella notte e raggiungere l’ultima stazione, la decima, in tempo per ammirare l’alba. Il periodo adatto per la scalata va da Luglio ad Agosto, ma si consiglia di evitare la settimana dell’Obon, la festa dei morti di metà Agosto, perché i sentieri saranno piuttosto affollati.

Per maggiori dettagli ti consigliamo il nostro articolo su come scalare il monte Fuji.

Sia che tu decida di ammirarlo da lontano, sia che preferisca avventurarti fino alla cima, il monte Fuji è di una bellezza senza eguali e un’esperienza unica, capace di trasmettere tutta l’armonia e il fascino del Giappone.

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