Il galateo giapponese è composto da una serie di espressioni usate nella vita di tutti i giorni, da imparare per integrarsi totalmente nella società nipponica. Vediamo insieme alcune di queste frasi utili per meglio capire la cultura giapponese nelle differenti situazioni quotidiane.

Ittekimasu vs itterasshai


Pur non essendo legata direttamente al keigo, ittekimasu (いってきます) è una formula richiesta dal galateo giapponese: formata dalla coniugazione dei verbi iku, “andare”, e kuru, “venire”, si usa per avvisare che stai uscendo di casa e che sarai presto di ritorno. 
La persona che rimane a casa risponderà con itterasshai (いってらっしゃい), che si potrebbe tradurre letteralmente con “va’ e torna sano e salvo”; la forma onorifica irassharu assume quindi una velata nota di augurio a cui si può aggiungere ki wo tsukete, “fa’ attenzione!”, per rafforzarne il concetto.

Tadaima vs okaerinasai

Una volta a casa si annuncia il proprio ritorno con la frase tadaima (ただいま), abbreviazione dell’originale tadaima modorimashita; si può tradurre con un semplice “sono a casa”. La risposta al saluto sarà okaerinasai (おかえりなさい), forma onorifica che corrisponde a “bentornato!”; si può usare anche la forma abbreviata okaeri, più informale.

Itadakimasu vs gochisōsama deshita

Itadakimasu e gochisōsama deshita sono le due espressioni che fanno parte del galateo giapponese a tavola. Anche se spesso viene tradotto con “Buon appetito!”, il significato di itadakimasu (いただきます) è molto più ampio: è la coniugazione del verbo itadaku, che a sua volta è la forma umile del verbo morau, cioè “ricevere”.

In poche parole, è un’espressione con cui si accetta qualcosa con gratitudine e viene usata quando si riceve qualcosa in dono o più frequentemente prima dei pasti: un ringraziamento verso chi ci ha procurato il cibo, ma anche verso le piante e gli animali che hanno dato la vita per sfamarci e di cui onoreremo il sacrificio non sprecando nemmeno un chicco di riso. Ecco perché non va detto se non si ha intenzione di mangiare.

Esiste un altro modo per esprimere gratitudine, stavolta a pasto ultimato: Gochisōsama deshita (ごちそうさまでした), dove gochisō significa “banchetto”; in questo caso si tratta di un ringraziamento diretto alle persone che hanno preparato il cibo e che l’hanno servito. Sembra che l’origine della parola sia nascosta nei kanji che la compongono: chisō (馳走) non significa soltanto “pranzo di lusso”, bensì anche “correre in giro”; si dice che si riferisca all’antica usanza di sellare il cavallo per cercare gli ingredienti necessari alla preparazione del banchetto per gli ospiti. L’aggiunta degli onorifici go e sama accentua il senso di rispetto racchiuso nella parola.

Shitsurei shimasu vs ojama shimasu


Shitsurei shimasu (しつれいします) è una frase usata quando si sta per compiere un’azione che potrebbe disturbare l’interlocutore, anche se non necessariamente in modo maleducato: l’equivalente dei nostri “permesso” e “chiedo scusa”.

I giapponesi la usano spesso, essendo abituati ad un modo di pensare che li porta a scusarsi per qualsiasi cosa; ha diversi ambiti di applicazione, come chiedere permesso e scusarsi prima di lasciare un luogo o prima di entrarci.

A tal proposito esiste un’altra frase che può essere usata: si tratta di ojama shimasu (おじゃまし ます) e si dice appunto prima di entrare in casa di qualcuno o in una stanza che non è la nostra e dove ci sono già altre persone presenti.

Keigo, il linguaggio onorifico

Quasi tutti gli studenti di lingua giapponese concordano su un punto: puoi angustiarti quanto vuoi sui kanji, sulla comprensione dei testi o sulle regole grammaticali, ma non potrai dire di aver raggiunto l’apice della disperazione finché non sarai arrivato al keigo.

Il keigo (敬語) è il linguaggio onorifico giapponese usato principalmente sul posto di lavoro: esprime i concetti di cortesia e umiltà della società nipponica e con le sue regole e vocaboli esclusivi risulta quasi una lingua a sé.

Pur essendo strettamente legato al mondo del lavoro, il keigo racchiude l’importanza del rispetto e delle buone maniere in Giappone; di conseguenza, alcune espressioni vengono usate anche tra i muri di casa e nella vita di tutti i giorni.

I giapponesi sono molto attenti alle buone maniere e sono tantissimi gli occidentali che rimangono piacevolmente stupiti dalla loro cortesia e umiltà, caratteristiche ben radicate nella società nipponica.
 Sia che tu voglia andarci come studente, sia che voglia visitarlo come turista, ricorda che vivere il Giappone nel rispetto delle sue usanze ti aiuterà ad avvicinarti al modo di pensare del suo popolo e che costituisce il primo passo per immergerti totalmente in questa società insolita ma affascinante.

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