Quando si vive all’estero alcune delle cose che diamo per scontate possono riservarci delle sorprese. Le case giapponesi possiedono una serie di caratteristiche a cui bisogna abituarsi: la zona in cui togliersi le scarpe, gli spazi generalmente ridotti, il wc tecnologico, se si è fortunati… E poi c’è il futon (布団) per dormire. Scopriamo che cos’è e qual è il modo migliore per procurarsene uno adatto alle proprie esigenze.

Cos’è il futon?

Il futon è il tradizionale letto “alla giapponese” costituito da uno shikibuton (敷き布団), il materasso, un kakebuton (掛け布団), il copriletto imbottito e un makura (枕), il cuscino riempito di pula di grano saraceno.

Lo shikiburi è costituito da diverse falde di cotone avvolte in una fodera e ha uno spessore di circa 6 centimetri.

Il cotone non dà allergia e garantisce traspirabilità e un buon isolamento termico, rendendo il letto futon adatto sia nei periodi caldi, sia in quelli più freddi.

Attualmente si possono trovare in commercio futon realizzati anche con inserti in fibra di cocco, lattice, lana o altre fibre sintetiche, che si discostano dalla tradizione ma si adeguano alle nuove esigenze dei consumatori; i materassi pensati per il mercato occidentale sono generalmente più spessi, ma anche in Giappone esiste l’uso di sovrapporre più shikibuton uno sull’altro per aumentare il comfort.

A differenza dei letti occidentali, questi letti tradizionali giapponesi vengono posti direttamente a contatto con il pavimento, ovvero sui tatami (畳), i pannelli rettangolari avvolti in una struttura di paglia intrecciata tipici delle case giapponesi, che garantiscono maggior comodità, morbidezza ed elasticità. Si tratta di una scelta coerente con l’idea di pulizia della cultura nipponica, dove le scarpe vengono lasciate all’uscio e si cammina in casa a piedi nudi.

L’evoluzione del futon è coerente anche con le dimensioni spesso ridotte delle case: molte famiglie giapponesi lo sistemano solamente nelle ore notturne per dormire e al mattino lo ripongono nell’armadio, ripiegato o arrotolato.

Stampa giapponese con un letto futon

Accenni storici 

Sembra che l’uso del futon in Giappone derivi dall’utilizzo nei tempi passati di stuoie per proteggere le persone più povere dalle irregolarità del terreno durante il riposo. I ricchi dormivano sui tatami, considerati comunque non meno scomodi. Lenzuola e coperte iniziarono ad essere fabbricate nel XVII secolo, quando si cominciò a riempire i tessuti di cotone e lana. La produzione del letto futon vera e proprio iniziò il secolo successivo, insieme a quella del cotone, all’interno dei confini della nazione, ma il prezzo era molto elevato.

Pare che le persone più ricche si presentassero alle prostitute con questi letti in omaggio e che il rango di queste venisse determinato dal numero di materassi presenti nelle loro stanze.

Nel XIX secolo, con l’importazione del cotone dai paesi stranieri, il prezzo dei futon si fece adeguato alle tasche di tutta la popolazione e il loro utilizzo si diffuse rapidamente.

Acquistare e custodire un futon

Quando si affitta una stanza o un appartamento in Giappone, spesso bisogna occuparsi del cosiddetto “bedding set”. Molte volte esso viene fornito dal proprietario pagando una tariffa una tantum e comprende tutto il necessario. Alcune sistemazioni addirittura prevedono un letto all’occidentale e in questo caso non c’è davvero nulla di cui preoccuparsi, ma anche ci viene offerto un futon c’è poco di più da sapere.

Le misure standard in Giappone sono 90x200cm per il singolo e 180x200cm per il matrimoniale, ma è possibile trovare anche la dimensione a una piazza e mezza (120/140x200cm).

Se ci si vuole procurare personalmente uno di questi set esistono alcuni negozi specializzati e alcune catene: piuttosto diffusa è il colosso MUJI, che offre una buona varietà di prodotti a prezzi medi, compresi anche vestiario e altri oggetti per la casa. C’è anche Nitori o l’Ikea, con diversi punti vendita in giro per il paese.

Si consiglia di areare il letto al sole regolarmente per far asciugare l’eventuale umidità assorbita durante la notte ed evitare così la formazione di muffe e cattivi odori, possibilmente battendoli con un futon tataki  (布団叩き un attrezzo di bambù simile al battipanni). Per i periodi piovosi esiste anche il futonkansōki (布団乾燥機), un elettrodomestico atto a soffiare aria calda all’interno del materasso giapponese.

Per altre curiosità sulla cultura giapponese continua a seguire il blog di Go! Go! Nihon.