Hai mai sentito parlare della capacità dei giapponesi di addormentarsi facilmente ovunque? Devi sapere che il popolo nipponico non conosce la classica siesta davanti alla televisione, ma trova negli spazi pubblici i luoghi adatti per concedersi un po’ di riposo dal tram-tram quotidiano. Un pisolino e ritornano scattanti e efficienti.

Ti spieghiamo il perché il pisolino in Giappone in luoghi pubblici sia così comune.

Il fenomeno del pisolino in Giappone

La lucidità che i giapponesi mantengono anche nel sonno è espressa dal termine inemuri (居眠り, dormire vigili). Nel paese dei ninja è senz’altro la conseguenza di un retaggio storico e sociale che si perde nei tempi. Se lo straniero scimmiotta i giapponesi e malauguratamente finisce per addormentarsi in treno rischia di non svegliarsi in tempo per scendere alla fermata corretta o, nella peggiore delle ipotesi, lo aspetta il capolinea. Anche gli internet caffè, chiamati manga kissa se forniti di un catalogo di manga liberamente consultabili, offrono stanze individuali dove potersi rilassare e, perché no, schiacciare un pisolino. Gli stabilimenti termali poi garantiscono zone relax comuni dove abbandonarsi a un riposino di gruppo.

Si dorme anche nelle riunioni di lavoro, quando alcuni impiegati partecipano all’incontro con la testa a ciondoloni e il respiro affannoso di chi sta affrontando un sonno profondo: invece di suscitare l’ilarità dei colleghi che assistono a questo spettacolo, i dormienti si guadagnano il loro rispetto perché i primi ritengono che i secondi abbiano un comportamento esemplare nei confronti dell’azienda e imputano la loro stanchezza alla zelante devozione che riversano sul lavoro.

Il pisolino in pubblico in Giappone salva le persone da situazioni scomode e contribuisce a lenire lo stress della giornata lavorativa con delle sane pause ristoratrici.

Giapponesi dormono in treno

Dormire a scuola in Giappone è possibile

In qualsiasi parte del mondo sarebbe avvilente per un insegnante accorgersi che durante la sua lezione qualche studente sonnecchia impudente. In tale situazione non sarebbero ammessi scusanti o palliativi, e la reazione del professore si tradurrebbe in un richiamo immediato all’ordine di quello che verrebbe interpretato come un atto sovversivo da parte dell’allievo.

Non in Giappone, dove, non solo le classi, ma anche gli spazi ricreativi delle università, sono gremiti di persone (corpo insegnante incluso), impegnate in elaborati sonnellini a qualsiasi ora del giorno. Si dorme quando si ha la possibilità di dormire e non è una sorpresa trovare in una biblioteca gli studenti impegnati in una perlustrazione ravvicinata del tomo che hanno preso in prestito, la testa pesantemente accasciata sulle pagine del libro in questione. Non farlo se frequenti una scuola di lingua, però, perché la tua insegnante potrebbe arrabbiarsi molto!

Pisolino in treno

Il treno è un altro luogo dove le persone si abbandonano alle attività più svariate. Lo spazio pubblico condiviso da estranei diventa pertanto un’estensione della propria casa, dove i passeggeri si sentono liberi di espletare le attività, che, per mancanza di tempo, non hanno potuto portare a termine a casa. Tra queste, il sonno, complice le lunghe traversate da un lato all’altro della metropoli, la fa da padrone, complici le lunghe traversate da un lato all’altro della metropoli.

Il treno giapponese è infatti il luogo ideale dove concedersi un riposino. I sedili confortevoli e riscaldati quando fa freddo, l’aria condizionata modulata in modo maniacale al tempo atmosferico, e la nenia registrata che impeccabile annuncia la stazione seguente come una madre premurosa sveglia il figlio prima di andare a scuola. A tali condizioni ottimali per un fugace pisolino in Giappone si aggiunga la convenzione sociale condivisa che vede il treno come un luogo in cui normalmente non si comunica con gli altri passeggeri o dove, in generale, non si parla (particolarmente duri sono gli ammonimenti nei confronti di chi utilizza il telefonino per effettuare chiamate nella carrozza).

Tuttavia c’è un segreto: esiste un app sul cellulare che attiva la vibrazione quando si approccia la propria fermata. Per questo a volte vedrai alcuni giapponesi svegliarsi magicamente e precipitarsi fuori dal treno quando questo giunge a destinazione.

Allora, in un mondo di silenzio meglio abbandonarsi a Morfeo, cullati dalla musica dei propri auricolari in attesa della fermata a cui scendere. L’unico deterrente che impedisce di realizzare l’agognato sonnellino in treno è l’orario in cui i vagoni sono sovraffollati. In quel caso occorre stare in piedi, pressati gli uni agli altri e non è da tutti riuscire ad addormentarsi in quelle condizioni. Comunque ci sono le eccezioni, e qualcuno riesce a sonnecchiare anche in piedi.

Un solo consiglio: non svegliare il can che dorme e buon pisolino!

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