Tra i lavori più popolari per gli italiani in Giappone c’è quello di insegnante. Ovviamente bisogna avere una certa vocazione per l’insegnamento, tanta pazienza e spirito positivo, non è un mestiere adatto a tutti, ma può anche essere una piacevole scoperta per molti.

Ci sono diversi istituti in cui i giapponesi possono studiare italiano: le facoltà universitarie, le scuole di specializzazione (senmon gakkou) e le scuole private di lingua italiana. Gli studenti di lingua giapponese che cercano lavoro part time probabilmente troveranno più comodo lavorare presso le scuole private, con orari flessibili rispetto alle università.

I requisiti principali per insegnare in ognuno di questi istituti può variare, per questo abbiamo preparato una lista di dettagli per poter insegnare italiano in Giappone.

Insegnare italiano all’università

Che titolo di studio serve

Per insegnare italiano all’università in Giappone serve la laurea, preferibilmente specialistica e non necessariamente in ambito linguistico. Nelle università è raro che conoscano le certificazioni di insegnamento, come il DITALS (certificato per insegnare italiano agli stranieri), per cui difficilmente verrà richiesto, ma la laurea resta un requisito fondamentale.

Lo stesso vale per il giapponese. Non serve aver superato il JLPT né verrà chiesto di presentare il certificato, però bisogna avere un livello di giapponese tale da poter comunicare sia con gli alunni che con gli altri docenti giapponesi.

Tipologia di alunni dell’università

In genere è previsto lo studio della lingua italiana nelle facoltà di musica, per capire i testi delle canzoni (spesso liriche). In altri casi, l’italiano è una materia a scelta che molti studenti giapponesi studiano insieme ad altre lingue romanze. Il rischio è che facciano molta confusione con i vocaboli o la grammatica dello spagnolo o del francese, e le conseguenze si notano man mano che si va avanti con il programma.

Le classi dei principianti sono piuttosto numerose, circa 30-35 alunni, mentre nelle classi di livello avanzato il numero scende notevolmente, per via della difficoltà dell’esame. Si insegna in giapponese al primo anno, tentando di introdurre sempre più spiegazioni in italiano dal secondo semestre.

Programma

In alcune università si lascia più libertà all’insegnante sia nella creazione del programma, sia nella scelta del materiale didattico o del libro di testo. In altre università più conservative, invece, viene richiesto di seguire il quadro di riferimento europeo, ovvero di terminare il programma di grammatica A2 in un anno. Questo comunque dipende dall’istituto, dall’insegnante stesso e dal responsabile di dipartimento.

Com’è lo stipendio?

Il compenso a lezione è di circa 5500 yen, più il rimborso dei trasporti. Può capitare che si venga pagati solo per il periodo in cui c’è lezione e non nelle pause didattiche, ma ci sono università che coprono lo stipendio anche per le settimane in cui l’università è chiusa per festività nazionali.

Insegnare italiano in una Senmon gakkou

Che titolo di studio serve

Per insegnare italiano in una Senmon gakkou è necessario un titolo di laurea, come per le altre scuole o università. Così come l’università, l’avere una certificazione di insegnamento o il JLPT non è necessario, ma basta avere un livello medio di giapponese per poter comunicare con alunni e colleghi.

Tipologia di alunni della senmon gakkou

Gli studenti della Senmon gakkou sono solitamente più motivati rispetto a quelli dell’università. Questo perché l’italiano è una delle materie di loro interesse principale, inerente al campo della moda, la cucina, lo sport, la musica, la traduzione o il design. Le classi sono meno numerose dell’università, parliamo di 5-10 alunni per classe, in base al livello.

Le ore di lezione in Senmon gakkou sono superiori rispetto a quelle in università. In genere si tratta di 8-9 ore a settimana, divise tra il lettore e l’insegnante di ruolo. Il lettore si occupa perlopiù di conversazione e di comunicazione o attività di gruppo in italiano.

Programma

Così come nelle università, l’insegnante viene spesso lasciato libero di creare il programma scolastico, e di integrare con dei materiali aggiuntivi (come video ad esempio).

A fine lezione bisogna sempre scrivere un report su cosa si è fatto a lezione, e se ci sono state delle problematiche in classe. Anche se non è richiesta ufficialmente alcuna certificazione di giapponese, quest’ultimo serve per comunicare con gli alunni, in particolare con quelli principianti, e anche con lo staff della scuola.

Com’è lo stipendio?

Il compenso a lezione è di 5,500 yen, praticamente lo stesso delle università, e anche qui vengono rimborsati i trasporti.

Insegnare italiano nelle scuole private

In Giappone ci sono numerose scuole di italiano, tra cui l’Istituto di Cultura italiana. Nei requisiti per insegnare italiano ci sono delle piccole differenze tra le due categorie.

Che titolo di studio serve

Raramente viene presa in considerazione una candidatura che non includa una laurea. In questo caso non fa differenza avere una laurea triennale o una specialistica, ma il diploma di scuola superiore potrebbe non essere sufficiente per insegnare italiano in Giappone.

In alcune scuole, come all’Istituto di Cultura, viene richiesto il DITALS, certificazione conosciuta dagli insegnanti e dai direttori delle scuole di lingua italiana nel mondo. Spesso il programma didattico si basa su ciò richiesto dalla certificazione, per cui può essere una buona idea informarsi sull’ottenimento del DITALS.

Tipologia di alunni della scuola privata

Gli alunni tipici delle scuole private sono coloro che hanno tempo libero durante la giornata, quindi parliamo di casalinghe, salarymen in pensione, o ragazzi che hanno delle ore libere all’università.

I loro interessi sono diversi dagli studenti di università e Senmon gakkou. Chi frequenta una scuola privata ha sempre una passione particolare per l’Italia, che sia per il cibo, il vino, l’arte o la musica. Chi studia italiano nelle scuole private ama davvero l’Italia.

Programma

Le scuole private seguono un libro di testo preciso, ma poi sta all’insegnante arricchire il programma, con materiale aggiuntivo di vario genere: video, canzoni, fotografie, mappe, e così via.

Anche qui, come negli altri due casi, è richiesto un report a fine lezione nel registro degli insegnanti, in cui si fa un resoconto di ciò che si è studiato in classe.

Com’è lo stipendio?

Dipende dalle scuole. In media vengono pagate 2,500 yen le lezioni private, e 3,500 yen le classi, ma il compenso può variare a seconda dell’esperienza dell’insegnante e della scuola in questione.

Come trovare lavoro da insegnante di italiano?

Il modo più semplice e diretto è quello di contattare le scuole o le università che offrono italiano nel loro programma e inviare il proprio curriculum online, anche se non ci sono posizioni ufficialmente aperte.

Altre volte è un passaparola di altri insegnanti, o ci sono dei bandi di concorso, per ottenere una cattedra d’insegnamento nelle università, e diventare docente di ruolo. Per insegnare come lettore basta la laurea, e non il concorso.

Un’ulteriore risorsa per la ricerca del lavoro da insegnante in Giappone è costituita da siti come Craiglist, Indeed, oppure annunci su gruppi di Facebook. Da non dimenticare l’agenzia di recruiting Berkeley: inviando loro il curriculum entrerai nel database di insegnanti, e verrai contattato se ci sono posizioni aperte.

Speriamo che questa guida su come insegnare italiano in Giappone ti sia utile. Molte informazioni sono generali, poiché lo stipendio o il tipo di programma didattico variano da scuola a scuola, ma possiamo considerarlo un buon punto di partenza.

Buona fortuna!

Per ulteriori informazioni sulla vita, lo studio e il lavoro in Giappone continua a seguire il blog di Go! Go! Nihon.