C’è un posto a Tokyo dove la magia non è più frutto di una mente fantasiosa, ma può essere toccata con mano: là, a Mitaka, protetto da mura di edera, sorge il famoso Museo Ghibli, dove potrai lasciarti rapire dalla stessa atmosfera surreale e fantastica dei film dell’omonimo studio di animazione.

Il Museo Ghibli è stato voluto da Hayao Miyazaki stesso e venne costruito nel 1999 sulla base dei suoi disegni, per poi aprire in ufficialmente nel 2001. Miyazaki voleva un museo diverso da tutti gli altri: doveva essere un posto in cui la gente potesse esplorare a proprio piacimento e vivere la visita in piena libertà. Per questo è stato costruito senza un percorso da seguire, incitando così i visitatori a scoprire da soli i segreti dello Studio Ghibli… Perdendosi tra le stanze.

Vieni con me a scoprire quali meraviglie si celano dietro quelle mura!

On the way to Ghibli Museum

Come arrivare

La Chuo Line della JR collega Shinjuku alla stazione di Mitaka in un quarto d’ora. Il Museo Ghibli si trova all’interno del bellissimo parco di Inokashira, per cui, una volta arrivato, potrai scegliere se andare a piedi o prendere il bus del museo, facilmente riconoscibile dal colore giallo e dagli stencil bianchi dei personaggi dei film. Il biglietto costa 320 yen andata e ritorno, e i bus partono con una frequenza di dieci minuti.

Se invece non hai fretta e decidi di andare a piedi, prenditi un attimo di tempo per goderti la bellezza del parco Inokashira, uno dei punti migliori della città per fare hanami in primavera. Il parco si trova a metà tra le stazioni di Kichijoji e Mitaka, perciò puoi scegliere tranquillamente la stazione a te più comoda.

Il Totoro gigante davanti all'entrata del Museo Ghibli

Inizia l’avventura

Seguendo i cartelli delle indicazioni ti troverai di fronte a una finta biglietteria con un Totoro gigante, che segna il nostro arrivo al museo. La struttura è molto particolare, con le mura ricoperte di foglie che danno la sensazione di essere in mezzo a una foresta incantata, e alzando lo sguardo potrai scorgere un soldato robot di Laputa, Castello nel Cielo.
Se vuoi avere qualche foto ricordo del tuo viaggio falle adesso, perché all’interno del museo è vietato scattarne: il divieto è stato posto da Miyazaki, per evitare che l’attenzione dei visitatori fosse troppo concentrata sulle foto invece di godersi la visita in tranquillità.

Il museo è curato in ogni minimo dettaglio, a partire dal biglietto che non è altro che un piccolo frame di una pellicola con scene tratte dai film dello Studio Ghibli. Potrai averlo alla reception, insieme a una mappa del luogo con una breve descrizione delle stanze. Non dimenticare di alzare lo sguardo per ammirare il sole e il cielo blu dipinti sul soffitto: aguzzando la vista, riuscirai a scorgere alcuni personaggi dei film, come Kiki o Nausicäa.

Appena varcata la soglia ti troverai di fronte a un open space dominato da un lucernario con ventilatore a pala, finestre dai vetri colorati, scale a chiocciola e passaggi segreti. Impossibile sopprimere l’impulso di gettarsi a capofitto nell’esplorazione!

La struttura principale è suddivisa in tre piani e puoi anche decidere di salire subito all’ultimo, ma il mio consiglio è di iniziare con il piano terra: qui potrai guardare uno dei cortometraggi inediti dello Studio Ghibli, pensati appositamente per il museo e che non troverai da nessun’altra parte.

I cortometraggi sono interamente in giapponese e hanno una durata di un quarto d’ora circa, ma sono facili da seguire anche per chi non conosce la lingua. Il corto di questo periodo si intitola “Boro il Bruco” ed è stato scritto e diretto da Miyazaki.

Il GattoBus nel film

Girovagando nel museo Ghibli

Continuando ad esplorare il piano terra, entrerai in una stanza più scura dedicata ai diversi tipi di animazione. Potrai osservare da vicino come funzionano i vari meccanismi, come lo zootropio in 3D dedicato a Totoro, che personalmente è il mio preferito.

Il primo piano è invece dedicato interamente alla creazione del film, con diverse stanze allestite in modo da dare l’impressione di trovarsi davvero in uno studio di animazione. Si inizia con la ricerca di ispirazione e i primi schizzi a matita, abbozzi con l’acquarello e studi per la storia e i personaggi. Poi le bozze si fanno più definite e si delinea una trama, mentre i bozzetti si trasformano in idee reali e ricoprono l’intera stanza, dalle pareti al pavimento.
E via, in un viaggio emozionante tra tubetti di colore e tavole che si accumulano, mentre il film prende vita sotto i nostri occhi. Un’attenzione particolare è rivolta alla dimostrazione di come funzionano le tecniche di animazione tradizionali, tecniche che lo Studio Ghibli utilizza ancora adesso.

Passando nell’altra ala del museo entrerai nello spazio dedicato alle mostre temporanee; attualmente si è appena conclusa la mostra sul cibo dei film e ne è iniziata una nuova incentrata sull’importanza dei colori, con l’esposizione di celle originali di Michiyo Yasuda, colorista di alcuni dei più famosi film dello Studio Ghibli e scomparsa nel 2016.
In contrasto con la nuova colorazione digitale, il Museo Ghibli vuole puntare l’attenzione sulla bellezza delle tecniche tradizionali che hanno fatto la storia dello Studio.

Al secondo piano potrai curiosare nella libreria per ragazzi con i libri consigliati da Miyazaki, guardare i bambini divertirsi nella stanza giochi con una riproduzione del GattoBus in peluche (dove gli adulti non possono entrare, purtroppo) e fare shopping da Mamma Aiuto, il negozio ispirato a Porco Rosso dove acquistare il merchandising ufficiale dello Studio.
E se girare ti mette facilmente appetito, scendi verso il Cafe ispirato a Il Castello Errante di Howl e lasciati tentare dai suoi piatti originali!

Infine, uscendo all’aperto, sul tetto, troverai il guardiano del Museo Ghibli: la statua in bronzo di cinque metri del Robot Soldato che si scorgeva dall’entrata. Qui non siamo dentro le mura del museo, perciò potrai scattare foto in tutta tranquillità.

Il Soldato Robot di Laputa - Castello nel Cielo

Come prenotare i biglietti

Lasciamo un attimo da parte la magia e torniamo alla realtà: come si prenota una visita al Museo Ghibli?

Innanzitutto, valuta la cosa con largo anticipo: i biglietti vengono venduti a partire dal primo del mese e puoi scegliere qualsiasi periodo entro i quattro mesi successivi, ma non potrai ottenerli direttamente al museo. Se stai ancora preparando il tuo viaggio in Giappone e vuoi assicurarti di riuscire a prenotare la visita, dovrai rivolgerti ad agenzie affiliate al gruppo JTB. Consulta il sito ufficiale del Museo Ghibli per tutti i dettagli.

Se invece ti trovi già in terra nipponica, puoi prenotare la visita utilizzando le macchinette del Lawson a partire dal giorno 10 di ogni mese e per il mese successivo. Sii pronto a ricorrere a tutta la pazienza di cui disponi: i biglietti vanno subito sold out ed è probabile che dovrai fare più di un tentativo prima di trovare un giorno libero. Ma ti assicuro che ne vale la pena!

Che stai aspettando? Corri a prenotare la tua visita e lasciati conquistare dal fascino intramontabile del Museo Ghibli!

Per altre informazioni sulla vita e la cultura in Giappone segui il blog di Go! Go! Nihon.