La perfezione e l’armonia dei bonsai in Giappone sono una delle manifestazioni della perseveranza che il popolo giapponese ha per il dettaglio e l’armonia delle forme. L’arte della miniatura, infatti, coinvolge anche il mondo vegetale.

La storia

Il termine bonsai (盆栽, pianta in ciotola) è entrato in uso comune nella lingua italiana e si riferisce agli alberi che grazie all’intervento umano mantengono tutte le funzioni vitali nonostante le dimensioni ridotte.
 La storia del bonsai risale a 2500 anni fa ma la prima testimonianza di quest’arte ci arriva da un dipinto murale della dinastia cinese Tang (618-907). Dalla dinastia Song (960-1279) compaiono i bonsai su roccia, aventi la funzione di rappresentare il tipico paesaggio cinese tra fiume e montagne.

È tuttavia nelle epoche successive Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911), che si assiste al vero boom dei bonsai, la cui esistenza è ampiamente documentata nelle testimonianze che ci sono pervenute di quei periodi. La cultura del bonsai in Giappone è stata introdotta tra il periodo Heian (784-967) e quello di Kamakura (1185-1333). I giapponesi con la loro meticolosità e attenzione ai dettagli sono diventati veri maestri in quest’arte codificandola secondo regole specifiche e selezionando gli strumenti adatti per le varie operazioni di manutenzione degli alberelli.

La diffusione dell’arte dei bonsai in Giappone non si è fermata: in occasione infatti dell’Expo del 1970 a Osaka, la nazione ha presentato nel giardino giapponese allestito per l’occasione i più famosi esemplari di miniature provenienti da tutto l’arcipelago. Gli stranieri radunatisi all’evento, colpiti dalla meraviglia degli alberi in miniatura, hanno progressivamente fatto propri i procedimenti che stanno alla base dell’arte del bonsai, introducendo tale tecnica nei rispettivi paesi; da tale popolarità deriva l’internazionalizzazione del termine.

Bonsai in una sfera di vetro

Dedizione in miniatura

Il segreto per ottenere e mantenere il bonsai in buone condizioni, è legato alla dedizione di chi se ne occupa. Solo un lavoro attento e sapientemente orchestrato può portare a buoni risultati. Le quattro attività principali richieste nella cura di una miniatura vegetale sono: l’innaffiamento, la potatura, il filo e il rinvaso. L’innaffiamento è un’attività quotidiana indispensabile per evitare l’inaridimento del terreno. Nello stesso tempo un innaffiamento intensivo può provocare la decomposizione delle radici minando la salute dell’alberello. Occorre pertanto un controllo oculato delle condizioni della pianta per stabilire il dosaggio di acqua che necessita.

La potatura consiste nel tagliare i rami in eccesso dell’alberello per conferirgli la forma desiderata. Chi si occupa di questa operazione deve immaginare in anticipo come desidera il bonsai perché una volta asportati i rami, l’albero non sarà più in grado di riprodurli. Il filo applicato al bonsai consente di stabilire l’orientamento e la disposizione dei suoi rami; infine, il rinvaso prevede il periodico spostamento dell’alberello da un contenitore all’altro per consentire la potatura delle radici e la sostituzione del terriccio.

Bonsai in un vaso blu

Il villaggio dei bonsai di Omiya

Dopo il violento terremoto che nel 1923 sconvolse Tokyo, molti dei giardinieri che operavano nella capitale, scelsero di radunarsi nella vicina prefettura di Saitama e fondarono nel 1925 il villaggio dei bonsai che attualmente conta sei diversi giardini di alberi in miniatura e rappresenta un’alternativa al grigio e al rumore della vicina metropoli.

Accanto al villaggio sorge il Museo del Bonsai di Omiya (Saitama), aperto nel 2010. Tale struttura rappresenta un centro di ricerca per lo studio e lo sviluppo delle tecniche connesse all’arte dei bonsai, un luogo in grado di attrarre turisti non solo giapponesi, ma anche provenienti dall’estero; il museo inoltre ha lo scopo di sensibilizzare gli abitanti della prefettura di Saitama nei confronti di questa espressione della cultura giapponese vanto del paese e conosciuta in tutto il mondo. Da tenere a mente per chi viaggia nell’area di Tokyo e desidera perdersi in un mondo affascinante fatto di perfezione e armonia delle forme.

Per altre curiosità sulla cultura giapponese continua a seguire il blog di Go! Go! Nihon.