{"id":32722,"date":"2018-03-17T16:00:14","date_gmt":"2018-03-17T16:00:14","guid":{"rendered":"https:\/\/gogonihon.com\/?p=32722"},"modified":"2023-06-22T13:40:37","modified_gmt":"2023-06-22T13:40:37","slug":"rituale-nel-tempio-shintoista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gogonihon.com\/it\/blog\/rituale-nel-tempio-shintoista\/","title":{"rendered":"Il rituale di preghiera del tempio shintoista in Giappone"},"content":{"rendered":"<p>Ogni <strong>tempio shintoista<\/strong> in Giappone \u00e8 legato a un rituale ben preciso, e a ci\u00f2 che viene appunto chiamato shintoismo ovvero quell\u2019insieme di credenze e rituali relativi alla sfera religiosa giapponese.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, pensare allo shintoismo come ad una religione sarebbe un grosso errore. Il termine \u201creligione\u201d \u00e8 pi\u00f9 facilmente associabile alla credenza in un Dio venerato dagli uomini a cui ha dato la vita, un concetto completamente estraneo alle credenze giapponesi. Shintoismo \u00e8 <strong>uno<\/strong> <strong>stile di vita<\/strong> che \u00e8 parte intrinseca della quotidianit\u00e0 giapponese e di cui il pensiero nipponico \u00e8 permeato.<\/p>\n<p>I <em>kami <\/em>(\u795e, \u304b\u307f), o divinit\u00e0, sono molto meglio assimilabili a degli spiriti benevoli che vivono in natura, in perfetta comunione con la sfera mortale. Affascinati dagli uomini, se trattati con rispetto, donano loro in cambio salute, fortuna e buoni risultati nelle imprese.<\/p>\n<h2><strong>I cancelli rossi<\/strong><\/h2>\n<p>Il confine tra il regno degli uomini e quello dei kami \u00e8 il <em>torii <\/em>(\u9ce5\u5c45), ossia il <strong>cancello d\u2019ingresso<\/strong> al tempio shintoista che rappresenta il passaggio dal profano al sacro. Accedere ad un <strong><em>jinja<\/em><\/strong> (\u795e\u793e) vuol dire accedere alla casa di un kami. \u00c8 usanza inchinarsi una prima volta all\u2019atto di varcarne la soglia, e una seconda volta quando la visita al tempio \u00e8 terminata.<\/p>\n<h2><strong>Camminare lungo il sand\u014d<\/strong><\/h2>\n<p>Il <em>sand\u014d <\/em>(\u53c2\u9053) \u00e8 il percorso che conduce al luogo pi\u00f9 interno, dunque il pi\u00f9 sacro, del complesso templare (<em>haiden<\/em>). Il suo punto d\u2019origine \u00e8 il torii, mentre quello d\u2019arrivo \u00e8 l\u2019altare dov\u2019\u00e8 custodita la divinit\u00e0. Attraversare il sand\u014d ha un significato profondo, poich\u00e9 simboleggia il <strong>sentiero dell\u2019esistenza umana<\/strong>, lo sforzo e il sacrificio.<\/p>\n<p>Camminare lungo il sand\u014d non \u00e8 un atto cos\u00ec scontato, e richiede una conoscenza profonda della spiritualit\u00e0 giapponese. Il centro del percorso \u00e8, difatti, dedicato al passaggio del kami, dunque \u00e8 premura del fedele attraversarlo lungo il fianco. Se dovesse, per\u00f2, essere necessario per qualche motivo camminare al centro, \u00e8 rispettoso farlo col capo chinato.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-73911\" src=\"https:\/\/gogonihon.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/chozuya.jpg\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"436\" \/><\/p>\n<h2><strong>Il processo di preghiera del sanpai<\/strong><\/h2>\n<p>Una volta raggiunto lo haiden, il visitatore si prepara a porgere il suo saluto al kami. Questo <strong>passaggio devozionale<\/strong> in cui offre alla divinit\u00e0 le proprie suppliche viene chiamato <em>sanpai <\/em>(\u53c2\u62dd, \u3055\u3093\u3071\u3044), e si riferisce all\u2019intero processo di preghiera.<\/p>\n<ol>\n<li>All\u2019esterno dello haiden, il kami viene dapprima riverito con un profondo inchino.<\/li>\n<li>Il visitatore si reca poi al padiglione di abluzione, chiamato <em>ch\u014dzuya <\/em>(\u624b\u6c34\u820e) o <em>temizuya<\/em>, per lavar via dal corpo le impurit\u00e0 del mondo profano (<em>misogi<\/em>). L\u2019acqua santa viene fatta scorrere sulla mano sinistra usando lo <em>hishaku<\/em>, un mestolo di bamb\u00f9, tenuto con la mano destra. Lo stesso passaggio viene, poi, ripetuto per purificare la mano destra. Si riprende, ora, lo hishaku con la mano destra per riempire la sinistra d\u2019acqua che verr\u00e0 usata per lavare la bocca. Nuovamente la mano sinistra dovr\u00e0 essere purificata lasciando scorrere l\u2019acqua, versata con la destra. A questo punto, lo hishaku dovr\u00e0 essere posto verticalmente per lasciar cadere l\u2019acqua che purificher\u00e0 il manico. Infine, lo hishaku verr\u00e0 rimesso al proprio posto, con la parte concava rivolta verso il basso.<\/li>\n<li>Portata a termine la purificazione, il visitatore proceder\u00e0 verso l\u2019altare, inchinandosi.<\/li>\n<li>Una volta dinnanzi alla parte frontale dell\u2019altare, si inchiner\u00e0 di fronte al <em>saisenbako<\/em>, la cassetta devozionale, dove offrir\u00e0 al kami 5 yen (<em>goen, <\/em>\u4e94\u5186). Anche quest\u2019offerta ha un significato profondo; il suono della parola \u201cgoen\u201d \u00e8 simile a quello dell\u2019omonima \u201cgoen\u201d, ma scritta con i kanji \u2028di \u201cfato, destino\u201d (\u3054\u7e01). Vuol dire, dunque, pregare per ricevere fortuna.<\/li>\n<li>Fatta l\u2019offerta, il fedele tirer\u00e0 la corda per far suonare la campana che scaccer\u00e0 le entit\u00e0 malvage. Due profondi inchini con le braccia dritte ai lati del corpo, due battiti di mano, una preghiera silenziosa ed un ultimo inchino (<em>nirei-nihakushu-ichirei<\/em>) sono il passaggio finale del rituale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Finita la preghiera nel tempio shintoista, \u00e8 usanza giapponese acquistare un <em>omamori <\/em>(amuleto di protezione) o un <em>omikuji<\/em>.<\/p>\n<h2><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-73891\" src=\"https:\/\/gogonihon.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/omikuji.jpg\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"436\" \/><\/h2>\n<h2><strong>Omikuji <\/strong><\/h2>\n<p>Si chiamano <a href=\"https:\/\/gogonihon.com\/it\/blog\/omikuji-in-giappone\/\">omikuji<\/a> (\u5fa1\u795e\u7c64) quelle strisce di carta recanti una predizione divina pescate a caso per conoscere la propria sorte in diversi ambiti della vita quotidiana (amore, salute, lavoro, studio, ecc.). Possono essere acquistati tramite distributori automatici, o scuotendo scatole di legno da cui uscir\u00e0 un bastoncino col numero corrispondente all\u2019<strong>oracolo di carta<\/strong> che sar\u00e0 poi consegnato al visitatore. Cinque sono i livelli di fortuna a cui il fedele pu\u00f2 aspirare: grande fortuna (\u5927\u5409 <em>daikichi<\/em>), buona fortuna (\u5409\u00a0<em>kichi<\/em>), media fortuna (\u4e2d\u5409\u00a0<em>ch\u016bkichi<\/em>), piccola fortuna (\u5c0f\u5409\u00a0<em>sh\u014dkichi<\/em>) e sfortuna (\u51f6\u00a0<em>ky\u014d<\/em>). A seconda del risultato, il visitatore pu\u00f2 decidere di portare con s\u00e9 il biglietto cos\u00ec che la predizione si avveri, o legarlo (in caso di pessima sorte) ad un luogo apposito nel complesso.<\/p>\n<p>Confesso che, pur non essendo molto credente, recarmi in un tempio shintoista e pregare i kami mi rilassa. \u00c8 un momento per ricongiungersi alla natura, che non ha nulla a che fare con suppliche, peccati e sensi di colpa tipici della religione cattolica.<\/p>\n<p>Pregare in Giappone \u00e8 un\u2019arte elegante e raffinata attraverso cui ricordarsi che facciamo tutti parte di un inesauribile ciclo vitale.<\/p>\n<p>Per saperne di pi\u00f9 sulla cultura giapponese continua a leggere il <a href=\"https:\/\/gogonihon.com\/it\/blog\/\">blog di Go! Go! 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