{"id":32714,"date":"2018-04-04T16:00:33","date_gmt":"2018-04-04T07:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/gogonihon.com\/?p=32714"},"modified":"2023-06-22T13:40:37","modified_gmt":"2023-06-22T13:40:37","slug":"origine-e-simbologia-degli-origami-giapponesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gogonihon.com\/it\/blog\/origine-e-simbologia-degli-origami-giapponesi\/","title":{"rendered":"Origami giapponesi: l&#8217;arte delle anime di carta"},"content":{"rendered":"<p>Quadrati, ovali e scatole, ma anche gru, rane e fiori di loto: l\u2019arte di realizzare <strong>origami giapponesi<\/strong> \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche e gode di grande popolarit\u00e0 grazie agli elaborati disegni e alla bellezza della <em>washi <\/em>(\u548c\u7d19). Washi \u00e8 la carta giapponese robusta e di alta qualit\u00e0 usata per gli origami e che nel 2014 \u00e8 addirittura divenuta patrimonio dell&#8217;Unesco.<\/p>\n<p>Vediamo insieme com&#8217;\u00e8 nata questa delicata arte della carta.<\/p>\n<h2><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-81658\" src=\"https:\/\/gogonihon.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Crane.png\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"436\" \/><\/h2>\n<h2><strong>L\u2019origine degli origami giapponesi<\/strong><\/h2>\n<p>La <strong>parola origami<\/strong> deriva dall&#8217;unione del verbo <em>oru <\/em>(\u6298\u308b, piegare) con <em>kami <\/em>(\u7d19), che significa carta; in poche parole \u00e8 l&#8217;arte di piegare la carta.\u2028 Ma se si scrive con un kanji diverso, la parola <em>kami <\/em>pu\u00f2 significare anche &#8220;dio&#8221; ed \u00e8 proprio nell&#8217;ambito religioso che si hanno le prime testimonianze degli usi dell&#8217;origami.<\/p>\n<p>Si dice che la tecnica della realizzazione della carta venne importata dalla Corea, all&#8217;epoca provincia cinese, grazie ad un monaco buddhista di nome Doncho nel 610; il buddhismo gioc\u00f2 un ruolo fondamentale nella sua diffusione, complici i numerosi sutra e testi sacri usati per le preghiere, ed erano proprio i monaci ad occuparsi della fabbricazione.<\/p>\n<p>La crescente richiesta della carta fece s\u00ec che venissero sviluppate nuove tecniche di realizzazione, portando il Giappone a prendere le distanze dal metodo cinese e dando vita ad un nuovo tipo di carta, pi\u00f9 elastica e resistente all&#8217;acqua: la washi.<\/p>\n<p>La carta non era considerata soltanto uno strumento per scrivere, perch\u00e9 si pensava che servisse a fare da tramite tra gli uomini e gli dei: le fibre vegetali, macerate e ridotte ad una finissima pasta, tendevano a galleggiare sull&#8217;acqua durante il processo di realizzazione e venivano quindi associate alle divinit\u00e0 e al concetto di continua trasformazione.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 da stupirsi se le prime forme di origami nacquero proprio nei <strong>templi<\/strong>: per simboleggiare il collegamento tra il terreno e il divino si prese a piegare in modo particolare delle strisce di carta bianca, che presero il nome di <em>gohei <\/em>(\u5fa1\u5e63); il gohei veniva usato per delimitare uno spazio sacro o per purificare, e veniva anche dato in dono ai vincitori dei tornei di sumo al posto del denaro. Fu il primo esempio di quello che viene oggi riconosciuto come origami.<\/p>\n<h2><strong>La diffusione dell&#8217;origami<\/strong><\/h2>\n<p>Con il passare del tempo anche la classe nobiliare giapponese inizi\u00f2 a interessarsi all&#8217;arte di piegare la carta, e non solo con valenza religiosa: si creavano scatole e pacchetti, oppure si dava vita alle forme pi\u00f9 disparate per decorare le case o come forma di augurio.<\/p>\n<p>Pur venendo introdotto anche in Europa attorno al 1200, l&#8217;origami non ottenne mai il grande successo che ebbe in Giappone, dove divenne materia scolastica negli asili e alle elementari e vennero stampati un grande quantit\u00e0 di libri con le tecniche pi\u00f9 difficili per accontentare anche gli adulti.<\/p>\n<p>Al giorno d&#8217;oggi gli origami giapponesi godono di grande popolarit\u00e0 in tutte le parti del mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-81669\" src=\"https:\/\/gogonihon.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Origami-paper.png\" alt=\"\" width=\"798\" height=\"436\" \/><\/p>\n<h2><strong>Simboli e significati<\/strong><\/h2>\n<p>I giapponesi sono molto legati alla <strong>simbologia<\/strong> e l&#8217;arte degli origami ne \u00e8 un esempio: pur essendoci migliaia di modelli possibili, i disegni pi\u00f9 ricorrenti sono quelli con un significato ben preciso.<\/p>\n<p>La gru \u00e8 senza dubbio il modello pi\u00f9 conosciuto e apprezzato: simbolo di lunga vita e felicit\u00e0 matrimoniale, l&#8217;origami con questa particolare forma veniva usato come offerta nei templi e come augurio di pronta guarigione per i malati.<\/p>\n<p>Secondo una leggenda giapponese, colui che riuscir\u00e0 piegare<strong> mille gru di carta<\/strong> potr\u00e0 realizzare un desiderio; questa credenza \u00e8 conosciuta anche all&#8217;estero grazie alla storia di Sadako Sasaki, una bambina di Hiroshima a cui venne diagnosticata una grave forma di leucemia causata dalle radiazioni della bomba atomica.<\/p>\n<p>Costretta in ospedale in gravi condizioni, Sadako inizi\u00f2 a piegare 1000 gru di carta con la speranza che non solo lei, ma anche tutte le persone del mondo potessero guarire; alla sua morte le venne dedicata una statua nel Parco del Memoriale della Pace di Hiroshima.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra forma tradizionale \u00e8 la rana, popolare soprattutto tra i bambini per la sua caratteristica di poter saltare se pizzicata sulla coda; la parola giapponese che indica la rana, <em>kaeru<\/em>, ha la stessa pronuncia del verbo &#8220;tornare&#8221; ed \u00e8 un tipo di origami che pu\u00f2 essere regalato a chi parte per un viaggio o a chi si desidera rivedere presto.<\/p>\n<p>L&#8217;arte dell&#8217;origami giapponesi dimostra come dai materiali pi\u00f9 semplici possano nascere le cose pi\u00f9 belle, mantenendone comunque intatta l&#8217;anima; queste sculture di carta colorate, all&#8217;apparenza cos\u00ec fragili e banali, incarnano uno dei concetti pi\u00f9 amati della filosofia orientale: nulla \u00e8 fisso, tutto si trasforma.<\/p>\n<p>Per altre curiosit\u00e0 sulla cultura giapponese continua a leggere il <a href=\"https:\/\/gogonihon.com\/it\/blog\/\">blog di Go! 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